un pizzico di pazienza
  • RICETTE DOLCI

    I TARTUFI CHE RICICLANO IL PANDORO

    Tartufi di pandoro | Ça va sans dire | cavasansdire.com
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    Ricetta di riciclo: tartufi di pandoro

    Con il sorgere del sole del primo giorno dell’anno, cominciano i vari pranzi/ cene degli avanzi, e poi scattano le ricette che includono tra gli ingredienti il cibo che è stato avanzato (tipo le polpette se è avanzata tanta carne) per arrivare infine alle ricette di riciclo.
    Bene ragazze, questa è una bomba e vi garantisco fin da subito che quel pezzo di pandoro che sembrava non assottigliarsi mai sopravvivendo a tutte le colazioni, sparirà in men che non si dica.

    INGREDIENTI

    – 250 gr pandoro (io ne avevo a disposizione uno eccezionale del ristorante Da Vittorio)
    – 1 cucchiaio di marmellata di arance amare
    – 1 cucchiaio di yogurt greco denso
    – 1/4 di bicchiere di latte
    – 100 gr cioccolato amato
    – granella di nocciole del Piemonte tostate

    In una ciotola sbriciolate il panettone, aggiungete il latte, lo yogurt e la marmellata di arance.
    Lavorate il tutto con le mani in modo che il pandoro si inumidita e assorba gli altri ingredienti. Mettete e riposare in frigo 15-20 minuti, il tempo di far sciogliere il cioccolato a bagno Maria.
    Riprendete l’impasto di pandoro e formate delle palline. Tuffatele nel cioccolato amaro sciolto e poi rotolatele nella granella di nocciole.
    Mettete i tartufi su un vassoio ricoperto di carta da forno nel frigo per tutta la notte.
    Se riuscite a non mangiarli tutti sono un’idea carina per accompagnare il caffè alla fine di una cena o da regalare!

    Mi raccomando, cerchiamo sempre di non buttar via il cibo. Insegnamo ai nostri figli che il ciclo della vita delle cose, e perchè no anche del cibo, spesso va oltre quello che ci immaginiamo. In un momento storico dove il senso civico sembra essersi dissolto e quell’umanità che per secoli ci ha reso migliori di tutti gli altri animali sembra essere stata dimenticata, cerchiamo di fare del nostro meglio per ridurre gli quanto meno sprechi di cibo. Facciamolo per rispetto a noi stessi ma soprattutto di chi si trova in difficoltà e non sempre mangia tutti i giorni. Sembrerà retorica di bassa lega ma se si leggono i gironali, si guarda nelle scuole e agli angoli delle strade non è difficie rendersi conto che le persone che vivono su questo confine sono sempre di più.

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